PRO LOCO DI NOVENTA PADOVANA


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Tradizionale Fiera d'ottobre

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ANTICA E TRADIZIONALE FIERA DI NOVENTA DELLA 4^ DOMENICA DI OTTOBRE

Ha un'origine antica, sicuramente anteriore ai documenti del '700 che ne parlano. Lo storico Andrea Gloria nel 1862 scrive che a Noventa è "frequentatissima la fiera annua di ottobre, della quale Girolamo Vendramin ottenne la conferma nel 1758, trasferita dalla 2^ all'ultima domenica di ottobre per la ducale 11 settembre 1776". Il 23 settembre del 1758, infatti, il doge Francesco Loredan decretò "che sia rinnovata la concessione di un mercato franco da farsi nella seconda domenica e lunedì susseguente di ottobre in cadaun anno nella pubblica già capace strada", senza che il Vendramin (che aveva presentato la richiesta "mosso dal solo oggetto di bontà verso li villici ed abitanti di Noventa") potesse pretendere di ricavarne "il minimo avantaggio". La fiera a quel tempo favoriva soprattutto l'economia agricola locale, ampliando un mercato altrimenti povero e ristretto, proprio all'approssimarsi dell'inverno: "così da esso ne avevano comodo e beneficio li villici ed abitanti di Noventa... massime per il tempo in cui viene riservato, ch'è all'avvicinar dell'inverno". La repubblica di Venezia concesse inoltre una franchigia dai dazi per le merci che fossero capitate nella fiera di Noventa. La fiera conservò per tutto il secolo scorso e parte del nostro la caratteristica di mercato agricolo autunnale, allargato sino a comprendere il martedì; questo sino a quando l'economia del paese acquistò caratteristiche decisamente industriale. Sin dagli inizi, è presumibile, la fiera aveva questa componente di divertimento, di festa paesana, oggi diventata preponderante: come nel '/00 attori girovaghi e bancarelle attiravano anche i patrizi veneziani fuori dalle loro ricche ville, e nell'800 la fiera era frequentatissima certamente non solo per il mercato agricolo, così ai nostri giorni, le giostre e vari divertimenti, attirano a migliaia bambini, ragazzi e famiglie intere. Si ha anche la possibilità di ristorarsi presso le tipiche "bettole", o fermandosi dai "folpari", ultimi rappresentanti di un'antica tradizione di commercio ambulante.



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